Rifugiati saldatori: partono i tirocini in azienda

Si aprono le porte del mondo del lavoro per nove giovani rifugiati e richiedenti asilo. Dopo un mese di corso intensivo nei laboratori di ultima generazione di saldatura dell’Agenzia formativa CNOS-FAP di Alessandria, oggi prendono il via i tirocini di tre mesi in aziende del territorio per Onyeka, Hafis, Mamadou, Gustave, Abdourauf, Moses, Sekou, Lamin, Djankou. Si sono messi in gioco per apprendere una nuova professione molto richiesta sul territorio alessandrino, quella del saldatore, e grazie al contributo della Fondazione CRT nell’ambito del bando Iniziativa Lavoro, sono entrati a far parte del nuovo progetto di formazione e inserimento lavorativo promosso da Cambalache.

Partiti con un sorriso e la voglia di imparare, i nove, quasi tutti a digiuno di competenze nel settore, hanno colpito per interesse e serietà i tre insegnanti che li hanno seguiti in queste settimane di formazione. Docenti che hanno cercato di trasmettere loro i fondamenti di un mestiere delicato: saldatura a elettrodo, basico e cellulosico, a filo continuo e TIG. Specializzazioni che le aziende richiedono, a seconda del settore in cui sono operative. Chi più timido, chi più spigliato, i nove hanno saputo dimostrare quanto seriamente volessero percorrere la strada della nuova professione. “A volte – spiega Maurizio Rena,  coordinatore territoriale di CNOS-FAP, partner di Cambalache in questo progetto – era difficile anche solo fare una pausa, tanta era la loro voglia di imparare. Gli insegnanti si sono detti entusiasti e felici di poter contribuire a questo percorso a favore di persone così ben disposte. Anche a livello di comprensione linguistica non c’è stato alcun problema, visto che i ragazzi parlano e capiscono bene l’italiano. E le ore dedicate alle lingua, sempre all’interno del progetto, sono servite a colmare ulteriormente qualche gap”. Oltre alle ore di italiano, il progetto prevedeva una parte di formazione in tema di sicurezza sul lavoro, per rendere i ragazzi consapevoli delle norme vigenti e dell’importanza di svolgere le mansioni secondo le modalità corrette, e un approfondimento di educazione alla cittadinanza, per garantire una maggiore integrazione nella comunità locale.

Ora il grande salto, con una prima esperienza di lavoro in varie realtà del territorio: per tutti un tirocinio di tre mesi part-time, finanziato anche questo dalla Fondazione CRT. Obiettivo: la continuità. Anche perché le aziende scelte per i tirocini hanno dimostrato interesse a inserire risorse formate dal punto di vista professionale nei propri organici. “In fase di matching – spiega Francesca Bongiorno, che per Cambalache ha seguito il progetto – abbiamo cercato di abbinare meglio possibile i ragazzi, per competenze, attitudini, carattere, alle rispettive aziende. Un occhio di riguardo per le esigenze aziendali, ma anche per le caratteristiche umane di ciascuno, per creare un percorso utile e di crescita per tutti”. Cambalache e CNOS-FAP continueranno a seguire passo passo i ragazzi durante il periodo di tirocinio, garantendo una supervisione continuativa.

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