Dall’Università di Pollenzo ad Alessandria: l’estate con Cambalache

Cambalache miniera di idee, Cambalache e le mani che lavorano l’orto, coccolano le api. Cambalache opportunità di crescita anche per i giovani universitari. Nella seconda parte di agosto abbiamo avuto il piacere di avere con noi, impegnato in uno stage, Paolo Rossino, studente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un primo contatto di questo tipo con l’importante polo di studi a due passi da Bra, in provincia di Cuneo. “Per me – spiega Paolo al termine dello stage – è stata un’esperienza splendida e molto formativa, in cui mi sono sentito subito parte del gruppo. In particolare ho seguito il progetto Bee My Job, nel quale ho avuto l’opportunità di lavorare in apiario e nell’orto urbano, preparare le cassette di verdura fresca per la vendita, smielare innumerevoli telaini ricolmi di miele, cimentarmi nella vendita al mercato dei piccoli produttori e aiutare nell’allestimento dei nuovi spazi dell’associazione”.

Paolo è stato una risorsa importante per l’associazione nel periodo estivo, nelle settimane della ripartenza verso la nuova stagione. È  stato l’esempio che se si riescono a creare interessanti sinergie con figure preparate e appassionate si può davvero crescere in diverse direzioni. “Dal mio punto di vista e con le mie competenze – continua – ho cercato di dare il massimo aiutando a migliorare ancor di più una realtà che già mi sembra muoversi nella giusta direzione”.

Tra le figure di riferimento nel suo percorso ad Alessandria spicca senza dubbio Abdoul. “È stato la mia guida. Un ragazzo solare arrivato dal Senegal, che oggi gestisce l’orto urbano dell’associazione con ottimi risultati, ma soprattutto è un apicoltore totalmente innamorato delle sue api. Un simbolo di integrazione ben riuscita, che aiuta i nuovi beneficiari dell’associazione ad apprendere un mestiere e a inserirsi dunque nella società. Il mio ringraziamento va comunque a tutti Chiara, Mara, Esther, Shana, Paola, Elisa, Ilaria, Gianluca ed Erina che mi hanno fatto sentire a casa e le due settimane sono volate in un soffio”. A ringraziare siamo noi, sperando che presto questo tipo di esperienze possa ripetersi, facendo sempre più di Cambalache una realtà un punto di riferimento, anche al di là dei confini territoriali.

 

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