Migranti e disagio mentale, un Report per comprendere le criticità e lavorare sull’inclusione

Ogni anno nel mondo fuggono dal proprio Paese, dai propri territori, oltre 60 milioni di persone. Secondo i dati forniti dall’UNHCR – Agenzia ONU per i Rifugiati, nel 2017 sono state 68,5 milioni le persone in fuga. Molte portano sulla propria pelle le cicatrici dei traumi subiti in patria e nel percorso migratorio, il più delle volte fatto di violenze, attese, perdite. Una situazione che si tramuta in disturbi psichici di varia natura, di cui soffre un’alta percentuale di richiedenti asilo e di titolari di protezione internazionale e umanitaria (RTP). Condizione spesso aggravata o riacutizzata dalle difficoltà di adattarsi al nuovo contesto. La lentezza degli iter burocratici per la richiesta di asilo, la solitudine e l’emarginazione rischiano di riportare alla luce o peggiorare i sintomi di quei disturbi, ostacolando l’inclusione sociale e lavorativa.

A febbraio di quest’anno Cambalache, con il sostegno della Fondazione SociAL, ha dato il via al progetto Skill Me UP!, volto a dare una risposta di studio e operativa su questa tematica, a partire dalla provincia di Alessandria. Un percorso che permetta di indagare e approfondire la correlazione tra disagio mentale e accoglienza/inclusione di RTP. Da una parte per aiutare chi di questo disagio soffre, dall’altra per fornire gli strumenti a enti gestori e operatori per prevenire un fenomeno spesso affrontato in casi di emergenza.

Parte fondamentale del percorso di Skill Me UP! è il Report di analisi del contesto locale su richiedenti asilo e rifugiati con disagio mentale, accolti in Provincia di Alessandria (scaricabile qui REPORT_2018_CAMBALACHE_light) un documento realizzato a partire dal lavoro dell’équipe multidisciplinare nata per seguire il progetto, in partnership con i professionisti del Centro Migranti Marco Cavallo di Torino. Il Report è stato presentato lunedì 17 settembre, alla presenza dei partner, degli enti sanitari, delle istituzioni e degli enti gestori che hanno aderito alla ricerca.

Si tratta di uno strumento di studio del contesto locale in cui lavorano operatori ed enti gestori dell’accoglienza, ma anche un dispositivo per illustrare servizi e azioni che Skill Me UP! metterà in campo: il counseling a domicilio, lo sportello di ascolto degli operatori che partirà dal 4 ottobre, ogni giovedì dalle 16 alle 18 nella sede di Cambalache, i percorsi sperimentali di riqualificazione psico-sociale per soggetti con disagio mentale, i tavoli di lavoro tematici destinati ai partner del progetto e il tool kit, un insieme di protocolli operativi standard per capitalizzare le esperienze e le conoscenze acquisite.

Cuore del Report è l’analisi del contesto locale, volta a fotografare l’organizzazione interna degli enti gestori dell’accoglienza e quantificare e caratterizzare i casi con vulnerabilità psicologica. L’analisi si è svolta in due fasi: la prima utilizzando un questionario online sottoposto agli enti gestori per comprendere la struttura organizzativa del progetto di accoglienza, l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti accolti e la tutela socio-psico-sanitaria loro rivolta; la seconda utilizzando interviste semi-strutturate su 30 casi studio di RTP con vulnerabilità psicologiche. Persone che, oltre a portarsi dietro un vissuto difficile, hanno evidenziato sentimenti di incertezza e precarietà, così come la sensazione di “sentirsi sospesi”.

Dall’analisi è emerso che il sistema attivo in Provincia di Alessandria promuove con attenzione l’accoglienza diffusa e integrata, gestita con piccole strutture abitative per garantire l’autonomia dei beneficiari e la presenza capillare sul territorio. Una strutturazione che ha un impatto positivo sul benessere delle persone accolte in quanto migliora la capacità di adattamento al nuovo contesto, rispettando le tradizioni culturali di origine. Tuttavia affiora la necessità di un maggiore raccordo tra le équipe dei servizi di accoglienza e quelle dei servizi socio-sanitari sul territorio, tramite la stipula di protocolli operativi e l’organizzazione di momenti di supervisione e intervisione. Importante sarebbe creare una rete di servizi sul territorio sempre più specifica per la tutela socio-psico-sanitaria dei soggetti vulnerabili, con attenzione alle vittime di tratta e tortura. Ma anche promuovere una omogeneità nell’offerta di percorsi per favorire l’inclusione sociale ed economica di RTP.

Un percorso che Skill Me UP! vuole strutturare, seguendo le Linee Guida pubblicate lo scorso anno dal Ministero della Salute. Il progetto si avvale di una rete di oltre 30 partner tra enti gestori dell’accoglienza, enti pubblici e privati, chiamati a intervenire nella condivisione di problematiche e best practices. Oltre alla supervisione e all’indirizzo tecnico-scientifico dei professionisti del Centro Migranti Marco Cavallo che, a Torino, si occupano di problematiche legate alla transculturalità, l’équipe multidisciplinare ha registrato la disponibilità di intervento dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria, della Struttura Complessa di Salute Mentale e del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze dell’ASL di Alessandria e del CISSACA (il Consorzio Servizi Sociali di Alessandria). A seguire i percorsi di riabilitazione psico-sociale saranno tra gli altri l’Azienda Agricola “Elilu” di Castelnuovo Scrivia, che partirà fin da subito con un progetto di due mesi destinato a tre beneficiari, il Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Nuova Coop, e l’Associazione di volontariato Il Tiretto Onlus. Un percorso da costruire insieme, per una società più accogliente e integrata.

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