Rifugiati come “libri aperti” per i ragazzi del Progetto Giovani

L’esperienza delle “biblioteche viventi” permette ai suoi “lettori” di sfogliare le pagine di un libro in carne e ossa, di usare quindi la narrazione per promuovere un dialogo aperto e senza pregiudizi.
Anche quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di offrire questa attività ai 60 giovani alessandrini che hanno partecipato al Progetto Giovani, promosso dall’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria.
Quattro rifugiati e richiedenti asilo, a turno, hanno raccontato le loro storie ai ragazzi e alle ragazze divisi in quattro gruppi. Ciascuno di loro, in fondo, è protagonista di una dolorosa Odissea che inizia con la fuga da propri Paesi d’origine e continua con un viaggio pericoloso e traumatico verso la salvezza. Gli altri capitoli di questa storia parlano di accoglienza e integrazione.
Alle persone che conosciamo molto bene e di cui ci risulta particolarmente facile riconoscere le emozioni, spesso, diciamo: “sei come un libro aperto”. Un’espressione comune che ci suggerisce quanto sia più facile comprendere qualcosa, e in questo caso qualcuno, solo con un gesto semplice come sfogliare le pagine di un libro. L’ascolto è l’unica esperienza che ci permette di superare i pregiudizi nei confronti di chi consideriamo diverso.
Per questo Cambalache si impegna nella costruzione di percorsi che favoriscano sempre più l’incontro tra i migranti e i loro nuovi concittadini, con particolare attenzione ai giovani. Incontri di apididattica nelle scuole e all’apiario urbano, cene multiculturali nelle case degli ospiti e aperte alla cittadinanza, angoli di discussione e confronto sono una parte importante del nostro lavoro quotidiano per l’integrazione dei rifugiati in città.

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