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	<title>Skill Me UP! &#8211; APS Cambalache</title>
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	<description>Un modello alternativo di accoglienza e inclusione</description>
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		<title>Skill Me UP! si chiude dopo due anni e guarda al futuro: lavorare in rete a sostegno dei più fragili</title>
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				<pubDate>Tue, 05 May 2020 11:07:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Giovedì 23 aprile si è tenuto il Webinar di chiusura del progetto dedicato a migranti con vulnerabilità psicologica. A dialogo con Skill Me Up!, le rappresentanti del GrIS Piemonte, del Centro Migranti Marco Cavallo e di Psicologi nel Mondo Torino.  </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2020/05/05/skill-me-up-si-chiude-dopo-due-anni-e-guarda-al-futuro-lavorare-in-rete-a-sostegno-dei-piu-fragili/">Skill Me UP! si chiude dopo due anni e guarda al futuro: lavorare in rete a sostegno dei più fragili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Skill Me UP! è un progetto lanciato da Cambalache per promuovere un approccio multidisciplinare e di sistema per meglio accogliere rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica. A due anni dall&#8217;avvio, le sue attività si sono concluse, ma il suo lascito – insito fin dall&#8217;inizio tra i suoi obiettivi – è stato da una parte la creazione di nuove reti sul territorio, dall&#8217;altra la definizione di una serie di pratiche e strumenti a favore dell&#8217;inclusione sociale dei soggetti più deboli e a sostegno degli operatori che lavorano nell&#8217;ambito dell&#8217;accoglienza. Un lascito ancor più importante oggi, viste le sfide che ci impone l&#8217;emergenza sanitaria.</p>
<p>Ne abbiamo parlato nel webinar <em><strong>&#8220;</strong></em><em><strong>Dialogo di rete e approccio multidisciplinare all&#8217;accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati con vulnerabilità&#8221;</strong></em>, che si è tenuto giovedì 23 aprile, dopo che l&#8217;emergenza Covid-19 ha portato alla cancellazione del Convegno finale, in programma a fine marzo. Il progetto non poteva chiudersi senza un momento di confronto e dialogo per riflettere anche sulle criticità del momento e le buone pratiche messe in campo. All&#8217;evento web hanno partecipato<strong> Elisa Domanico</strong>, psicologa e psicoterapeuta di APS Cambalache, referente del progetto Skill Me UP!, <strong>Marilena Bertini</strong>, medico del Gruppo Immigrazione e Salute (GrIS) Piemonte nonché ex presidente della ong CCM (Comitato Collaborazione Medica), <strong>Miranda Ralli</strong>, psicologa-psicoterapeuta-sociologa del Centro Migranti Marco Cavallo, e <strong>Giorgia Micene</strong>, psicologa e psicoterapeuta, con esperienza in ambito psico-sociale, clinico e umanitario, in rappresentanza di Psicologi nel Mondo Torino.</p>
<p><img class="alignright wp-image-3394 " src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/skill-mappa-280x300.png" alt="" width="309" height="331" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/skill-mappa-280x300.png 280w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/skill-mappa-750x805.png 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/skill-mappa-768x824.png 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/skill-mappa.png 795w" sizes="(max-width: 309px) 100vw, 309px" />Durante l&#8217;incontro, Elisa Domanico ha ripercorso le fasi e i punti cardine del progetto che si è sviluppato tra il 2018 e il 2019 e ha goduto del <strong>sostegno della <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="http://www.fondazionesocial.it/sito/">Fondazione SociAL</a></span></strong>. Dapprima l&#8217;<strong>analisi del contesto locale </strong>che ha portato alla stesura di un report relativo alla accoglienza in Provincia di Alessandria, quindi <strong>i servizi di counseling a domicilio e i focus group rivolti agli operatori dell&#8217;accoglienza</strong> su diverse tematiche relative al disagio mentale e la vulnerabilità, le numerose occasioni di confronto con gli attori del territorio coinvolti nel percorso e, infine, una <strong>lunga serie di percorsi di riabilitazione psicosociale</strong> che si sono svolti in differenti ambiti e grazie alla collaborazione di partner specifici. Il <strong>percorso di riqualificazione professionale</strong>, in collaborazione con Elilù – Azienda Agricola Multifunzionale di Castelnuovo Scrivia, <strong>quello in ambito musicale</strong>, in collaborazione con il Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria, <strong>i percorsi relativi alla cura di sé</strong>, in collaborazione con Nova Coop, Amag Ambiente, il medico anestesista dott. Luca Blesi e il Laboratorio Remix, quelli di <strong>espressività corporea</strong>, con la psicologa-psicoterapeuta Sara Bosatra, e infine di <strong>disegno</strong>, in collaborazione con l&#8217;Associazione di Volontariato Il Tiretto Onlus e condotto da Carola Carrea. A tutto ciò si aggiunge un importante strumento di orientamento, ossia la <strong>mappa</strong> che contiene i riferimenti a <strong>49 enti attivi nella città di Alessandria</strong>, con cui si è creato un legame durante il progetto e a cui possono rivolgersi migranti e persone con vulnerabilità. La mappa, che in futuro potrebbe venire digitalizzata ed estesa all&#8217;intero territorio provinciale, sarà distribuita fisicamente non appena possibile in maniera capillare anche grazie agli enti mappati.</p>
<p><img class="wp-image-3397 size-medium alignleft" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/img-2-progetto-emergenza-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/img-2-progetto-emergenza-300x225.png 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/img-2-progetto-emergenza-750x563.png 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/img-2-progetto-emergenza-768x576.png 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/img-2-progetto-emergenza.png 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nel loro complesso si tratta di strumenti e percorsi che diventano preziosi anche alla luce dell&#8217;emergenza che stiamo affrontando e a partire dai quali si è sviluppato il dialogo con le relatrici del Webinar: dal punto di vista sanitario Marilena Bertini ha raccontato le attività che stanno portando avanti il GrIS Piemonte e il CCM, principalmente sul territorio torinese, sia con <strong>la distribuzione di kit per far fronte all&#8217;emergenza</strong> sia con <strong>attività di formazione e ascolto</strong> rivolte alle fasce più deboli della popolazione e a coloro che di queste persone si occupano. E ha sottolineato, in ottica futura, l&#8217;assoluta necessità di lavorare sempre più in rete, in collaborazione con le strutture pubbliche, ed essere ancora più attivi sui territori, promuovendo la cosiddetta <strong>&#8220;salute comunitaria&#8221;</strong>. La sfida – ha spiegato Bertini – sarà lavorare per coinvolgere le persone più deboli, insistendo sulla prevenzione e facendole sentire sempre più parte della società anche in termini di salute e benessere a 360 gradi.</p>
<p><img class="alignright wp-image-3395 size-medium" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/volantino-fronte-2015-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/volantino-fronte-2015-286x300.jpg 286w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/volantino-fronte-2015-750x787.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/volantino-fronte-2015-768x806.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/volantino-fronte-2015-976x1024.jpg 976w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" />Sull&#8217;aspetto più prettamente psicologico è intervenuta Miranda Ralli, del Centro Migranti Marco Cavallo di Torino, che nel progetto Skill Me UP! ha avuto un ruolo importante guidando i focus group rivolti agli operatori dell&#8217;accoglienza. La condivisione delle paure, delle incertezze e dei sentimenti, ha spiegato, si sta dimostrando un elemento chiave per affrontare il momento assieme alle persone in accoglienza e a chi si occupa di loro. Secondo Ralli il sostegno in questa fase sta permettendo di mettere in campo vecchie risorse e nuove modalità e sarà importante continuare a <strong>sostenere i beneficiari nei percorsi di vita</strong> che avevano intrapreso prima della pandemia, ma al tempo stesso <strong>affrontare gli effetti secondari del trauma</strong>, le nuove modalità di relazione, la paura del contatto sociale che per i soggetti vulnerabili si potrà rivelare ancora più intensa. I maggiori divari in termini di disagio socio-economico che questa situazione scatenerà, ha sottolineato ancora la psicologa, dovranno essere affrontati soprattutto lavorando in rete sul territorio.</p>
<p><img class="wp-image-3396 size-medium alignleft" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT-212x300.jpeg 212w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT-750x1061.jpeg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT-768x1086.jpeg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT-724x1024.jpeg 724w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2020/05/video-debrifing-PMT.jpeg 905w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />E la parola &#8220;rete&#8221; è stata anche la chiave dell&#8217;intervento di Giorgia Micene che ha raccontato lo strumento dei <strong>gruppi virtuali di ascolto e confronto</strong> messo in campo durante l&#8217;emergenza da Psicologi nel Mondo Torino. Una duplice iniziativa in rete a cadenza settimanale, rivolta da una parte agli <strong>operatori dell&#8217;accoglienza </strong>e dall&#8217;altra ai <strong>mediatori culturali </strong>che lavorano nei progetti di tutta Italia. Il confronto sulle criticità, le fragilità e le paure è stato fondamentale, così come la condivisione di soluzioni positive. Confrontarsi a partire da territori e situazioni differenti, ma con alcuni elementi chiave comuni, è stato l&#8217;elemento che più ha arricchito il dialogo. Il legame che si è creato in questi incontri ha permesso di aumentare le rispettive competenze e ha convinto i promotori dell&#8217;iniziativa che si tratti di uno strumento necessario, da mantenere in vita anche quando sarà possibile tornare a incontrarsi di persona.</p>
<p><strong>Rete e territorio.</strong> Il progetto Skill Me UP! ha lavorato tenendo in considerazione questi due elementi e può rappresentare un metodo importante per rispondere al duplice cambiamento a cui abbiamo assistito: da una parte negli ultimi anni nell&#8217;ambito dell&#8217;accoglienza, dall&#8217;altra negli ultimi mesi a causa dell&#8217;emergenza sanitaria. &#8220;Per colmare i vuoti che ancora ci sono a livello sociale – ha concluso Elisa Domanico – l&#8217;unica strada è lavorare in sinergia e farlo non solo sul territorio alessandrino, ma anche a livello provinciale e regionale, mettendo in moto <strong>progettualità future a favore dei più vulnerabili, nell&#8217;ottica del benessere collettivo</strong>&#8220;.</p>
<p>Per chi volesse rivedere integralmente il webinar, eccolo, di seguito:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/AKoROdjREwY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2020/05/05/skill-me-up-si-chiude-dopo-due-anni-e-guarda-al-futuro-lavorare-in-rete-a-sostegno-dei-piu-fragili/">Skill Me UP! si chiude dopo due anni e guarda al futuro: lavorare in rete a sostegno dei più fragili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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		<title>Skill Me UP! e il Focus group per operatori dell’accoglienza. Per non essere soli davanti alla sofferenza</title>
		<link>https://www.cambalache.it/2019/07/19/skill-me-up-e-il-focus-group-per-operatori-dellaccoglienza-per-non-essere-soli-davanti-alla-sofferenza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=skill-me-up-e-il-focus-group-per-operatori-dellaccoglienza-per-non-essere-soli-davanti-alla-sofferenza</link>
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				<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 14:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin@cambalache.it]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Confronto, ascolto, scambio per crescere insieme, per non essere più da soli davanti alla sofferenza. Fin dall’inizio il progetto Skill Me UP!, dedicato all’assistenza e all’inclusione di rifugiati e richiedenti</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/07/19/skill-me-up-e-il-focus-group-per-operatori-dellaccoglienza-per-non-essere-soli-davanti-alla-sofferenza/">Skill Me UP! e il Focus group per operatori dell’accoglienza. Per non essere soli davanti alla sofferenza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-2380 size-large" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/focus-group_Skill-Me-UP_1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/focus-group_Skill-Me-UP_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/focus-group_Skill-Me-UP_1-750x500.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/focus-group_Skill-Me-UP_1-300x200.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/focus-group_Skill-Me-UP_1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Confronto, ascolto, scambio per crescere insieme, per non essere più da soli davanti alla sofferenza. Fin dall’inizio il <strong>progetto Skill Me UP!,</strong> <strong>dedicato all’assistenza e all’inclusione di rifugiati e richiedenti asilo affetti da disagio mentale,</strong> aveva tra i suoi obiettivi quello di affiancare e sostenere gli operatori dell’accoglienza nel difficile compito di gestire situazioni umane complesse. Situazioni spesso condizionate da traumi, situazioni che necessitano attenzione e competenza. Lo strumento che il progetto ha messo in campo in questa direzione è lo <strong>sportello di ascolto per gli operatori</strong>, volto a garantire una continuità dell’assistenza e il monitoraggio di eventuali interventi “a domicilio”, ma anche per accogliere nuovi casi di vulnerabilità psicologica. Uno strumento di ascolto, arricchito però anche da momenti di confronto collettivo tra gli attori coinvolti. Ed è così che è nato il <strong>Focus Group</strong> per operatori dell’accoglienza, un ciclo di quattro incontri organizzati sotto la guida e la supervisione dei professionisti del <strong>Centro Migranti Marco Cavallo di Torino</strong>, che hanno messo a disposizione competenze ed esperienze in un ambito delicato e ancora troppo poco esplorato.</p>
<p>“Questi incontri hanno fornito la possibilità di creare uno spazio di confronto tra operatori e professionisti delle varie realtà territoriali, fuori dalle strutture dove gli stessi lavorano. Persone che difficilmente riescono a incontrarsi e parlarsi, benché condividano le medesime problematiche e necessità. Un approccio sicuramente innovativo”, spiega <strong>Viola Galleano, psicologa e psicoterapeuta, </strong>specializzata nella cura degli effetti della traumatizzazione: traumi acuti, traumi complessi e disturbi dissociativi., che ha condotto il terzo incontro dal titolo <strong>“Vulnerabilità e trauma in ottica terapeutica e transculturale”</strong>, affiancata dall’antropologa Martina Laganà.</p>
<p>Gli incontri sono stati molto partecipati, con operatori provenienti anche da altre province, come Lodi, Asti e Torino, e professionalità del terzo settore, ma anche degli enti pubblici, oltre che della équipe multidisciplinare creata ad hoc per il progetto Skill Me UP!.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2381" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up-300x190.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up-750x474.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up-768x485.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up-1024x647.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/SKILL-ME-Up.jpg 1122w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il trauma è stato l’elemento attorno a cui lavorare. Come spiega la stessa Galleano, i <strong>percorsi migratori</strong> non sono necessariamente un trauma in sé, ma spesso purtroppo sono costellati da episodi traumatici. E il <strong>trauma</strong> è un’esperienza in cui si percepisce una minaccia per la propria esistenza unita a un senso di impotenza, di impossibilità di portare a compimento un’azione. Nella persona che subisce un trauma si attivano internamente dei meccanismi fisiologici di difesa della sopravvivenza, che poi – essendo bloccati – rimangono internamente disregolati.</p>
<p>“Quella che abbiamo affrontato – prosegue la psicologa – è una tematica complessa. Che riguarda i processi migratori, le storie delle persone che arrivano qui e gli effetti che esse hanno all’interno degli individui. Ma anche, e qui veniamo alla figura dell’operatore, l’impatto che queste vicende hanno su chi lavora nell’accoglienza. Durante l’incontro che ho curato, abbiamo dapprima cercato di raccogliere le aspettative per farci un quadro di ciò che sarebbe stato utile per affrontare le varie situazioni. E poi abbiamo introdotto degli strumenti per la lettura e per la gestione di certi tipi di reazioni emotive. Abbiamo ragionato sull’impatto che il trauma può avere sul sistema fisiologico e neurofisiologico e di come questo possa comportare un risvolto emotivo e relazionale, anche all’interno della relazione di cura in cui gli operatori si trovano coinvolti”.</p>
<p>Si parla di “trauma vicario”, ossia il fatto che le esperienze traumatiche possano avere anche un impatto emotivo, psicologico e sociale su chi si trova a “prendersi cura” quotidianamente della persona, che inevitabilmente assorbe certi tipi di situazioni e tende a portarle dentro. Il problema centrale, spiega ancora la psicologa, “è il <strong>senso di solitudine degli operatori</strong>: la complessità della gestione della sofferenza delle persone che arrivano qui, ma anche la difficoltà di costruire e mantenere una rete sul territorio, e di dar vita a un dialogo con i servizi. Ed è così anche quando ci si trova a gestire situazioni estreme. Proprio per questo un progetto come quello ideato da Cambalache è fondamentale”.</p>
<p>A confrontarsi durante gli incontri sono state diverse realtà territoriali, con operatori che si occupano di varie tipologie di accoglienza, nuclei familiari, donne, minori stranieri non accompagnati, uomini soli. “Sono rimasta molto colpita – conclude Galleano – dalla capacità di questo progetto e di Cambalache di saper cogliere le esigenze del territorio in ottica prospettica, con grande attenzione ai percorsi individuali e alle reti di accoglienza. Si è creato un connubio di ingredienti molto particolare, che evidenzia un progetto curato nel dettaglio e pensato in ottica terapeutica in senso lato, anche dal punto di vista sociale e civile”.</p>
<p>L&#8217;<strong>équipe multidisciplinare</strong>, nata per seguire il progetto Skill Me UP! e costituita da risorse interne a Cambalache e da professionisti esterni, <strong>resta attiva per fornire consulenze e per affiancare gli enti gestori dell&#8217;accoglienza in caso di necessità</strong>. Per ogni informazione o richiesta è possibile scrivere a <span style="color: #0000ff;"><strong>skillmeup@cambalache.it  </strong></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/07/19/skill-me-up-e-il-focus-group-per-operatori-dellaccoglienza-per-non-essere-soli-davanti-alla-sofferenza/">Skill Me UP! e il Focus group per operatori dell’accoglienza. Per non essere soli davanti alla sofferenza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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		<title>Dall’arcobaleno di mani all’albero della fratellanza. Nell&#8217;ultimo laboratorio di Skill Me UP! l’arte è un ponte di dialogo</title>
		<link>https://www.cambalache.it/2019/07/09/dallarcobaleno-di-mani-allalbero-della-fratellanza-terminato-per-skill-me-up-lultimo-laboratorio-dove-larte-ha-creato-ponti-di-dialogo-tra-i-migranti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dallarcobaleno-di-mani-allalbero-della-fratellanza-terminato-per-skill-me-up-lultimo-laboratorio-dove-larte-ha-creato-ponti-di-dialogo-tra-i-migranti</link>
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				<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 13:43:03 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Le arti sono portatrici di un linguaggio arricchito dalla propria cultura di provenienza ma che è in grado di oltrepassare i confini del bagaglio personale, un linguaggio che facilita l’interculturalità</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/07/09/dallarcobaleno-di-mani-allalbero-della-fratellanza-terminato-per-skill-me-up-lultimo-laboratorio-dove-larte-ha-creato-ponti-di-dialogo-tra-i-migranti/">Dall’arcobaleno di mani all’albero della fratellanza. Nell&#8217;ultimo laboratorio di Skill Me UP! l’arte è un ponte di dialogo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-2343 size-full" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_1.jpeg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_1.jpeg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_1-750x563.jpeg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_1-300x225.jpeg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_1-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Le arti sono portatrici di un linguaggio arricchito dalla propria cultura di provenienza ma che è in grado di oltrepassare i confini del bagaglio personale, un linguaggio che facilita l’interculturalità e tende all’universalità.</p>
<p>Lo spiega così – il valore dell’arte – <strong>Carola Carrea</strong>, illustratrice e conduttrice del <strong>laboratorio di disegno arti espressive per il progetto Skill Me UP!</strong>, dedicato a rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica, sostenuto dalla Fondazione SociAL. L’ultimo della lunga serie di percorsi di riabilitazione psicosociale supervisionato dall’equipe multidisciplinare creata ad hoc da Cambalache per il progetto e che hanno impegnato l’intera stagione invernale e primaverile, per arrivare fino al termine di giugno.</p>
<p>“Ognuno dei ragazzi che ha preso parte al laboratorio portava con sé un bagaglio dettato dalla propria cultura, dalla propria storia, ma mettersi in gioco ha permesso loro di andare oltre, di<strong> creare un ponte</strong>. L’arte da questo punto di vista non è mai abbandono, ma sempre <strong>arricchimento</strong>. La necessità individuale o di rottura permette di andare al di là della cultura di provenienza e questo facilita decisamente lo <strong>scambio</strong>”, spiega ancora Carrea che ha partecipato al progetto grazie alla collaborazione con l’<strong>associazione di volontariato Il Tiretto</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2344" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_5-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_5-300x225.jpeg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_5-750x563.jpeg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_5-768x576.jpeg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/07/Skill-Me-UP_Lab-disegno_5.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La struttura del laboratorio ha dato priorità alla creazione di lavori che potessero lasciare spazio all&#8217;<strong>espressività personale</strong>, al racconto delle emozioni. Non sono state comunque trascurate alcune nozioni tecniche di base, come il disegno dal vero o la teoria del colore, anche per garantire la possibilità di esercizio o confronto a chi avesse già determinate competenze.</p>
<p>Molto spazio anche al <strong>lavoro corale</strong>, per creare opere di gruppo che potessero avere un’anima narrativa. “Abbiamo lavorato su fogli di grandi dimensioni, unendo diverse tecniche, lavorando ad esempio sulla gradualità dei colori per dar vita a uno sfondo colorato sopra al quale abbiamo realizzato un arcobaleno di mani, da imprimere con il gesto”. E dopo l’<strong>arcobaleno</strong>, l’<strong>albero della fratellanza</strong>, in cui le foglie erano ancora mani dei partecipanti impresse sul foglio. “Ho notato un grande coinvolgimento e un ragazzo ha anche realizzato un’opera singola, un fiore, utilizzando proprio il colore in questo modo, con le mani, trovando così una possibilità di esprimersi diretta e di forte impatto”.</p>
<p>Per qualcuno è stato più facile lasciarsi andare, per altri meno. C’era chi dimostrava un istinto più marcato per il disegno figurativo, chi aveva maggiore propensione all’astratto, nella pura espressione del colore. Chi – anche in base al proprio carattere – era più sciolto e in grado di socializzare facilmente, chi più chiuso. “Tutti i partecipanti – conclude Carrea – avevano le proprie reti affettive da ricostruire, ma anche da mantenere e da proteggere. Per questo ho preferito lasciare spazio all’espressività rispetto alla tecnica”.</p>
<p>E nasce così, da un foglio, dai colori, da un lavoro collettivo, l’opportunità di tradurre in un linguaggio non verbale ciò che può essere difficile o doloroso esprimere a parole. Per ritrovarsi, per dialogare, per riconoscersi.</p>
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		<title>Il 5&#215;1000 a Cambalache: per una società solidale e nuovi orizzonti di inclusione</title>
		<link>https://www.cambalache.it/2019/05/28/il-5x1000-a-cambalache-per-una-societa-solidale-e-nuovi-orizzonti-di-inclusione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-5x1000-a-cambalache-per-una-societa-solidale-e-nuovi-orizzonti-di-inclusione</link>
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				<pubDate>Tue, 28 May 2019 16:00:26 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>È tempo di dichiarazione dei redditi. È il momento in cui basta una firma per sostenere progetti importanti capaci di far crescere il territorio e contribuire a una società solidale,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/05/28/il-5x1000-a-cambalache-per-una-societa-solidale-e-nuovi-orizzonti-di-inclusione/">Il 5&#215;1000 a Cambalache: per una società solidale e nuovi orizzonti di inclusione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p class="m_5600817949478861015gmail-MsoNoSpacing"><img class="aligncenter wp-image-2290 size-full" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/5x1000-ad-APS-CAMBALACHE_banner_2019.jpg" alt="" width="820" height="312" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/5x1000-ad-APS-CAMBALACHE_banner_2019.jpg 820w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/5x1000-ad-APS-CAMBALACHE_banner_2019-750x285.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/5x1000-ad-APS-CAMBALACHE_banner_2019-300x114.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/5x1000-ad-APS-CAMBALACHE_banner_2019-768x292.jpg 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></p>
<p class="m_5600817949478861015gmail-MsoNoSpacing">È tempo di dichiarazione dei redditi. È il momento in cui basta una firma per sostenere progetti importanti capaci di far crescere il territorio e contribuire a una società solidale, attraverso la scelta della destinazione del 5&#215;1000.</p>
<p class="m_5600817949478861015gmail-MsoNoSpacing">Donare il 5&#215;1000 ad APS Cambalache significa abbracciare la cultura dell’accoglienza basata sulla conoscenza e l’incontro tra i migranti e i cittadini residenti che portiamo avanti da anni. Significa diventare membri e protagonisti di una comunità fondata sulla difesa dei diritti e l’uguaglianza sociale. Significa sostenere i nostri progetti sul territorio. Progetti come <strong>Bee My </strong><img class="size-medium wp-image-2288 alignleft" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/TEAM-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/TEAM-300x200.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/TEAM-750x500.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/TEAM-768x512.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/TEAM-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Job</strong>, un modello di formazione e inserimento lavorativo nell’ambito dell’apicoltura e agricoltura, riconosciuto come buona pratica a livello internazionale e che ha contribuito a riqualificare lo spazio del Forte Acqui di Alessandria, con un apiario e un orto urbano. Oppure progetti come <strong>Skill Me UP!</strong> che si occupa di vulnerabilità e disagio mentale tra i migranti, sostenendo loro e gli operatori dell’accoglienza che ogni giorno si confrontano con persone vittime di traumi e storie difficili anche solo da raccontare. O ancora, progetti come <strong>Alimentare, Watso</strong><strong>n!</strong> che – attraverso la nascita di un polo alimentare sul territorio e l’organizzazione di percorsi di formazione – mira a dare nuove opportunità di inserimento lavorativo a chi rischia la marginalità sociale, come i disoccupati over 50 e le persone con disabilità.</p>
<p class="m_5600817949478861015gmail-MsoNoSpacing">Progetti che pensano alla persona ma anche alla comunità e al territorio in cui si sviluppano, garantendo ricchezza in termini di umanità e sviluppo sostenibile. Il 5&#215;1000 non costa nulla ma può diventare linfa per sostenere APS Cambalache e andare avanti nella giusta direzione, per contribuire a costruire un mondo rispettoso dell&#8217;uomo e della natura.</p>
<p class="m_5600817949478861015gmail-MsoNoSpacing"><strong>Per scegliere Cambalache basta indicare in dichiarazione dei redditi il nostro codice fiscale: 02349080065. </strong></p>
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		<title>Skill Me UP! Espressività e corsa: lavorare sul corpo per affrontare il trauma</title>
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				<pubDate>Tue, 28 May 2019 10:26:57 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Lavorare sul corpo per attivarlo e fargli riprendere sicurezza. Lavorare con il corpo per liberarlo, per affrontare il trauma, per creare canali di sintonizzazione con le persone vicine. Skill Me</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/05/28/skill-me-up-espressivita-corsa-lavorare-sul-corpo-per-affrontare-il-trauma/">Skill Me UP! Espressività e corsa: lavorare sul corpo per affrontare il trauma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter wp-image-2279 size-large" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_coppia-specchio-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_coppia-specchio-1024x682.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_coppia-specchio-750x500.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_coppia-specchio-300x200.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_coppia-specchio-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Lavorare sul corpo per attivarlo e fargli riprendere sicurezza. Lavorare con il corpo per liberarlo, per affrontare il trauma, per creare canali di sintonizzazione con le persone vicine. Skill Me UP! – il progetto lanciato da Cambalache e rivolto a rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica – segue anche questa strada. Tra i percorsi di riabilitazione psicosociale, nelle scorse settimane ne sono stati sperimentati due con particolare afferenza alla dimensione corporea, benché da diversi punti di vista. Da una parte la <strong>danza – o meglio espressività corporea – grazie alla psicoterapeuta Sara Bosatra</strong>, dall’altra la <strong>corsa, un training condotto dal medico Luca Blesi</strong> che ha portato alcuni ragazzi ad avvicinarsi per la prima volta al mondo del running.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-2278 alignleft" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale-300x225.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale-750x563.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale-768x576.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale-1024x768.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_cerchio-finale.jpg 1520w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“Il laboratorio che abbiamo tenuto – spiega Bosatra – si basa sui principi della movimento terapia secondo il metodo di Art Therapy Italiana e dell&#8217;istituto di Psicoterapia Espressiva (Bologna) per lavorare sui correlati corporei legati al trauma. Quest’ultimo riguarda le esperienze fisiche e non che possono aver messo in pericolo di vita la persona, alterando la sua esperienza emotiva. Il corpo ne resta segnato e il nostro percorso ha cercato di lavorare per far riacquisire ai partecipanti un senso di sicurezza e una capacità di autoregolazione degli stati corporei ed emotivi”. Negli incontri si è lavorato sull’affiliazione, il senso del gruppo, l’appartenenza, per capire che nessuno di noi è solo. I partecipanti hanno avuto modo di sperimentare il rispecchiamento, per favorire la relazione empatica, e una serie di altre forme di comunicazione non verbale, per entrare in relazione con gli altri. “I ragazzi – uomini e donne – hanno imparato a liberare la tensione, ad alleggerirsi, a sentire il proprio corpo, in termini di forza e radicamento”. Benché non sia stato facile coinvolgere numerosi partecipanti, il percorso è stato positivo e ha dato buoni frutti in termini di rivalutazione del sé.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2280" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi-200x300.jpg 200w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi-750x1125.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi-768x1152.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi-683x1024.jpg 683w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Mamadu_Luca-Blesi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Così come ha fatto il training di corsa tenuto da Luca Blesi, medico in Rianimazione all’Ospedale di Alessandria, che ha coinvolto un gruppo di ragazzi ad allenarsi sui classici itinerari dei runner alessandrini, gli argini, la zona degli Orti. Un percorso sportivo, ma soprattutto di contatto umano. “La corsa ti permette di sentirti libero e sereno, di abbattere le maschere, ti fa sentire l’aria addosso e ti fa staccare la testa. Correre insieme poi è ancora meglio, uno affianco all’altro, si condivide molto, anche senza bisogno per forza di parlare”, spiega Blesi, che per Skill Me UP! ha tenuto anche corsi di primo soccorso ed educazione sessuale. A correre al suo fianco alcuni ragazzi di origine africana, il più assiduo dei quali è Mamadu, vent’anni, del Gambia. “Abbiamo iniziato con un piccolo gruppetto. Pensavo di dover affrontare una fase più lunga di preparazione con i ragazzi, invece tutti correvano già molto forte”. Luca e Mamadu hanno debuttato alla StrAlessandria, il 10 maggio, ma non si vogliono fermare. L’obiettivo è continuare ad allenarsi e accedere a nuove manifestazioni agonistiche nei mesi estivi.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-2281 alignleft" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_relax-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_relax-300x203.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_relax-750x507.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_relax-768x520.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/laboratorio-danza_relax-1024x693.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nel frattempo il progetto Skill Me UP! prosegue. Il 20 maggio ha preso il via l’ultimo percorso di riabilitazione psicosociale: <strong>il laboratorio settimanale di disegno</strong>, promosso in sinergia con l’Associazione “Il Tiretto”, che si concentrerà sull&#8217;utilizzo di alcune tecniche tradizionali delle arti visive e durante il quale l’arte diventerà un mezzo di traduzione in un linguaggio non verbale di ciò che può essere difficile o doloroso esprimere a parole. Parallelamente continuano le <strong>attività rivolte agli operatori dei centri di accoglienza</strong>, come gli incontri del <strong>Focus Group</strong> condotti dagli esperti del Centro Migranti Marco Cavallo sulla correlazione tra migranti e disagio mentale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/05/28/skill-me-up-espressivita-corsa-lavorare-sul-corpo-per-affrontare-il-trauma/">Skill Me UP! Espressività e corsa: lavorare sul corpo per affrontare il trauma</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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		<title>Correre per essere liberi. Il dottor Luca e Mamadu pronti alla StrAlessandria</title>
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				<pubDate>Fri, 10 May 2019 09:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin@cambalache.it]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>“La corsa ti permette di sentirti libero e sereno, di abbattere le maschere, ti fa sentire l’aria addosso e ti fa staccare la testa. Correre insieme poi è ancora meglio,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/05/10/correre-per-essere-liberi-il-dottor-luca-e-mamadu-pronti-alla-stralessandria/">Correre per essere liberi. Il dottor Luca e Mamadu pronti alla StrAlessandria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><img class="aligncenter wp-image-2257 size-large" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu-1024x791.jpg" alt="" width="1024" height="791" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu-1024x791.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu-750x579.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu-300x232.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu-768x593.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/05/Luca-e-Mamadu.jpg 1265w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">“La corsa ti permette di sentirti libero e sereno, di abbattere le maschere, ti fa sentire l’aria addosso e ti fa staccare la testa. Correre insieme poi è ancora meglio, uno affianco all’altro, si condivide molto, anche senza bisogno per forza di parlare”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Luca Blesi è un medico, è originario di Varese e da qualche tempo lavora in Rianimazione, all’Ospedale di Alessandria. Nel suo dna la passione per la corsa, attività abbracciata fin da quando era ragazzino e che ancora oggi, compatibilmente con il lavoro, coltiva in modo costante. Mamadu viene dal Gambia, ha vent’anni ed è in Italia da due. Ha gli occhi e la voce timida, ma le gambe che vanno molto veloci.</p>
<p style="font-weight: 400;">Insieme hanno iniziato circa un mese fa un <strong>training di corsa</strong> che si inserisce a pieno titolo nei percorsi di riabilitazione psicosociale previsti da <strong>Skill Me UP!</strong> – progetto ideato da Cambalache e rivolto a rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica. Luca, dopo aver tenuto per il progetto i corsi di primo soccorso ed educazione sessuale, ha lanciato l’idea degli “allenamenti” di corsa all’aria aperta, seguendo i classici itinerari dei runner alessandrini, gli argini, la zona degli Orti, il percorso che conduce verso l’autostrada.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Abbiamo iniziato con un piccolo gruppetto – spiega Luca -. Pensavo di dover affrontare una fase più lunga di preparazione con i ragazzi, invece tutti correvano già molto forte. Il più costante è stato Mamadu e ora io e lui siamo pronti a correre la <strong>StrAlessandria</strong>, prima occasione per metterci alla prova”. La classica stracittadina che si tiene da ormai vent’anni è in programma venerdì 10 maggio. “Ma non ci fermiamo qui. Vogliamo andare avanti e puntare a qualche manifestazione agonistica nei prossimi mesi estivi”. Anche perché, sorride Mamadu, a correre non si sente nessuna fatica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/05/10/correre-per-essere-liberi-il-dottor-luca-e-mamadu-pronti-alla-stralessandria/">Correre per essere liberi. Il dottor Luca e Mamadu pronti alla StrAlessandria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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		<title>Skill Me UP! Un percorso con Nova Coop su cura di sé e consumo consapevole</title>
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				<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 05:44:53 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Un buon cammino di inclusione sociale si basa anche sulla capacità di comprendere ciò che si consuma, ciò che si mangia, ciò che si intende acquistare: partire dalla conoscenza per</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/03/13/skill-me-up-un-percorso-con-nova-coop-su-cura-di-se-e-consumo-consapevole/">Skill Me UP! Un percorso con Nova Coop su cura di sé e consumo consapevole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-2223" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2-1024x774.jpeg" alt="" width="1024" height="774" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2-1024x774.jpeg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2-750x567.jpeg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2-300x227.jpeg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2-768x581.jpeg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Un buon cammino di inclusione sociale si basa anche sulla capacità di comprendere ciò che si consuma, ciò che si mangia, ciò che si intende acquistare: partire dalla conoscenza per mettere in atto delle scelte consapevoli, pensando al benessere proprio e dell’ambiente in cui si vive. È uno dei punti di partenza del <strong>laboratorio Cura di sé</strong>, parte del <strong>progetto Skill Me UP! dedicato a rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica</strong> e ideato ad Alessandria dall’Associazione di Promozione Sociale <strong>Cambalache</strong>, in collaborazione con diversi partner. Tra questi <strong>Nova Coop, cooperativa di consumatori</strong>, che ha messo a disposizione competenze e strumenti per condurre una parte del percorso.</p>
<p>L’intervento si è concretizzato in due momenti  a cura di <strong>Nova Coop, attiva anche su percorsi di consumo consapevole</strong>: prima un incontro in aula per fornire nozioni e indicazioni di base, poi una visita nel punto vendita Coop di Alessandria, durante la quale ai partecipanti è stato chiesto di simulare una spesa secondo determinate indicazioni. “In aula – spiega l&#8217;operatrice – siamo partiti dai gusti personali in riferimento ai prodotti agricoli, alla stagionalità, alla varietà dei cibi. Quindi ci siamo soffermati sugli alimenti che si trovano in Italia e che magari molti dei ragazzi conoscevano con altri nomi. Abbiamo cercato di trasmettere loro che senso possa avere acquistare certi prodotti nella stagione giusta, a riconoscerne la provenienza e l’importanza del concetto di km zero”. Nel punto vendita i partecipanti, divisi in gruppi, hanno poi dovuto selezionare una serie di prodotti per creare dei menù. “A un gruppo abbiamo chiesto di concentrarsi sulla stagionalità, dando indicazioni su come leggere i cartelli e far riferimento a linee dedicate ai prodotti locali, come Orto Qui; a un altro di creare un menù economico composto da almeno due pasti senza “scadere” nell’acquisto di cibo spazzatura; al terzo abbiamo chiesto un menù salutare, dando indicazioni su linee specifiche; al quarto di scegliere prodotti amici dell’ambiente, biologici ma non solo”.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2224" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3-195x300.jpeg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3-195x300.jpeg 195w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3-750x1154.jpeg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3-768x1182.jpeg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3-666x1024.jpeg 666w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/04/Skill-Me-UP-Nova-Coop3.jpeg 1040w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />Nova Coop propone da anni percorsi di educazione al consumo consapevole, rivolti a diverse utenze, in primo luogo le scuole con più di 20.000 partecipanti ogni anno. In questo caso si è trattato di una sperimentazione, perché il gruppo non era strutturato, come può essere una classe. Ma è stato interessante lavorare con persone straniere e in futuro si potrà replicare, magari con un approfondimento dedicato alla cucina e alla preparazione dei piatti. Al fine di rinforzare positivamente la partecipazione alle attività, al termine degli incontri sono stati distribuiti ai partecipanti prodotti per il benessere e la cura della persona forniti da Nova Coop.</p>
<p>L’obiettivo generale del laboratorio Cura di sé è <strong>favorire una maggiore autonomia e responsabilità dei migranti</strong>, in modo da consentire loro di vivere in modo soddisfacente dando un senso particolare alla propria unicità, originalità e irripetibilità, e favorendo una migliore inclusione sociale. Esso prevede anche altri ambiti di applicazione, come la salute, con incontri con il medico volontario Luca Blesi, dedicati a fondamenti di primo soccorso e cenni di educazione sessuale; l’ambiente e la cura degli spazi personali, con un focus sulla raccolta differenziata e la gestione domestica; infine un training sportivo dedicato alla corsa</p>
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		<title>Skill Me UP! in visita ad Amag Ambiente per il percorso cura di sé</title>
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				<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 07:48:55 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Proseguono i laboratori legati al progetto Skill Me UP! Venerdì 8 marzo un gruppo di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è stato protagonista di una mattinata nella sede</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/03/09/skill-me-up-in-visita-ad-amag-ambiente-per-il-percorso-cura-di-se/">Skill Me UP! in visita ad Amag Ambiente per il percorso cura di sé</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright wp-image-1999 size-large" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0057-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0057-1024x683.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0057-750x500.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0057-300x200.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0057-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Proseguono i laboratori legati al progetto <strong>Skill Me UP!</strong> Venerdì 8 marzo un gruppo di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è stato protagonista di una mattinata nella sede di <strong>Amag Ambiente di Alessandria</strong>, per partecipare a uno dei moduli del <strong>percorso &#8220;Cura di sé&#8221;</strong>, accompagnato dalle operatrici della cooperativa <strong>Semi di senape</strong>.</p>
<p>“È stata una mattinata interessante, e spero utile: abbiamo cercato di sensibilizzare un gruppo di persone, richiedenti asilo, su tecniche di riutilizzo e riuso dei rifiuti, e in senso più ampio su come funziona ad Alessandria la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Anche per i nostri operatori è stato un momento di confronto importante, e l’occasione per aggiornarsi sulle indicazioni dettate dalla normativa europea”, ha commentato <strong>Fiorenzo Borlasta, amministratore unico di Amag Ambiente</strong>. La mattinata ha previsto una visita al centro raccolta, per spiegare come funziona il centro raccolta rifiuti, l&#8217;importanza del riciclo e la possibilità di ricreare oggetti a partire proprio dai rifiuti, e poi un laboratorio pratico, durante il quale è stato mostrato come con oggetti di riciclo sia possibile costruire fioriere e vasi portafiori, da terra e da appendere.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2000" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0075-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0075-300x200.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0075-750x500.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0075-768x512.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/03/IMG_0075-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il laboratorio Cura di sé è uno dei percorsi di riabilitazione psicosociale previsti dal progetto Skill Me UP e ha nello specifico l&#8217;obiettivo di promuovere il benessere e il sapere prendersi cura della propria persona e dei propri spazi. Il percorso consta di cinque moduli, sia teorici sia esperienziali, su alimentazione, salute, ambiente, spazi personali, sport.</p>
<p>Il progetto Skill Me UP!, realizzato grazie al<strong> contributo della Fondazione Social</strong>, punta a stimolare l’accesso dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale a percorsi riabilitativi veicolando le opportunità mappate sul territorio e tramite l’attivazione di percorsi sperimentali di gruppo. Questi ultimi sono volti a implementare specifiche skill, quali la comunicazione verbale e non, l’accesso e l’espressione delle proprie emozioni, l’interazione con altri, la cura di sé e dei propri spazi, le competenze professionali e la progettualità relativa al proprio futuro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/03/09/skill-me-up-in-visita-ad-amag-ambiente-per-il-percorso-cura-di-se/">Skill Me UP! in visita ad Amag Ambiente per il percorso cura di sé</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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		<title>Il dialogo attraverso la musica: il percorso di Skill Me UP! con il Conservatorio di Alessandria</title>
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				<pubDate>Wed, 13 Feb 2019 10:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin@cambalache.it]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>La musica come veicolo di dialogo e condivisione, capace di parlare una lingua universale e condurre fuori dalla solitudine, aprire spazi di confronto e dimensioni di accoglienza. È ormai entrato</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it/2019/02/13/il-dialogo-attraverso-la-musica-il-percorso-di-skill-me-up-con-il-conservatorio-di-alessandria/">Il dialogo attraverso la musica: il percorso di Skill Me UP! con il Conservatorio di Alessandria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cambalache.it">APS Cambalache</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1964" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_mani_musica-1024x710.jpg" alt="" width="1024" height="710" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_mani_musica-1024x710.jpg 1024w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_mani_musica-750x520.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_mani_musica-300x208.jpg 300w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_mani_musica-768x532.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />La musica come veicolo di dialogo e condivisione, capace di parlare una lingua universale e condurre fuori dalla solitudine, aprire spazi di confronto e dimensioni di accoglienza. È ormai entrato nel vivo il <b>percorso musicale di riabilitazione psicosociale</b> promosso da Cambalache nel contesto del progetto <b>Skill Me UP!,</b> rivolto a rifugiati e richiedenti asilo con vulnerabilità psicologica e realizzato in collaborazione con il <b>Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria</b>. Il laboratorio, a cadenza settimanale, è condotto da tre studenti del Conservatorio e coinvolge una quindicina di ragazzi. Durante gli incontri è prevista l&#8217;acquisizione di conoscenze specifiche su armonia, melodia e ritmo senza però tralasciare la possibilità di armonizzare pensieri ed emozioni. Un lavoro di gruppo, in grado di scatenare vibrazioni positive e smuovere il dialogo tra persone di culture e provenienze diverse.</span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"> </span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;">«L&#8217;attività – spiega <b>Elisa Domanico, psicologa e psicoterapeuta, referente del progetto per Cambalache</b> – permette di favorire la socializzazione e la relazione tra i partecipanti, facendo superare le barriere linguistiche, e offre ai ragazzi la possibilità di fare esperienza di sé all&#8217;interno di un contesto attivo e interattivo, stimolando l&#8217;attenzione e il coordinamento verso il gruppo. L’opportunità di farlo con degli studenti giovani e coetanei, costituisce un valore aggiunto. Negli incontri si rinnovano attimi di grande armonia e complicità che rendono unica l&#8217;esperienza, intesa come rapporto vivo e affettivo che la persona ha con il mondo, a cui può avere difficoltà ad accedere solo con la parola».</span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"> </span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;">Skill Me UP!, progetto realizzato grazie al contributo della <b>Fondazione SociAL</b>, prevede una serie di altri strumenti a disposizione degli enti gestori dell’accoglienza per affrontare il tema del disagio psicologico. Tra questi anche uno sportello per gli operatori, attivo sempre presso Cambalache.</span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"> </span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"><img class="alignright size-medium wp-image-1965" src="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_tamburo_musica-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_tamburo_musica-200x300.jpg 200w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_tamburo_musica-750x1125.jpg 750w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_tamburo_musica-768x1152.jpg 768w, https://www.cambalache.it/wp-content/uploads/2019/02/SkillMeUP_tamburo_musica-683x1024.jpg 683w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />«Il Conservatorio di Alessandria – spiega il Direttore<b> Giovanni Gioanola </b>– è attivo e partecipe in tutte le occasioni di inclusione sociale sul territorio. Ci possono essere due modi di concepire la missione di una realtà come la nostra: c’è chi pensa che debba concentrarsi solo sulla preparazione accademica e chi è convinto, come noi, che possa essere un motore di cultura musicale e non solo, inserito pienamente nel tessuto sociale che lo ospita. La musica è un linguaggio universale, un fattore potente di fratellanza, ma anche un&#8217;arte che parla direttamente al sentimento e all’anima, senza bisogno di parole. Inoltre, ha un potenziale terapeutico e permette alle persone di entrare in contatto emotivo. Anche per questo per condurre il laboratorio abbiamo coinvolto tre studenti del percorso jazz che sono naturalmente portati a utilizzare un linguaggio musicale più accessibile a persone di culture diverse».</span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;"> </span></p>
<p class="m9193032490775391821m-1679565994343321982gmail-msonospacing" style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; background: white;"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: #222222;">Il laboratorio musicale è il secondo dei tanti percorsi previsti da Skill Me UP!. Il primo – terminato alcune settimane fa – si è tenuto nell’azienda agricola Elilu di Castelnuovo Scrivia ed è stato dedicato alla riabilitazione professionale. Ne seguiranno altri, in diversi ambiti, tra cui quello al via in questi giorni dedicato alla cura di sé e realizzato in collaborazione con Nova Coop.</span></p>
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