Dieci anni di lavoro, inclusione e futuro condiviso
Era l’autunno del 2015 quando, tra il verde urbano del Forte Acqui di Alessandria, venivano posizionate dieci arnie. Da quel momento prendeva avvio un viaggio collettivo capace di creare legami, rigenerazione, inclusione, professionalità e futuro. Un percorso che, partendo da un piccolo progetto locale, si è moltiplicato negli anni, assumendo nuove forme e coinvolgendo altre città e Paesi.
Al centro di tutto, fin dall’inizio, c’è stato il rispetto e la tutela delle persone e dell’ambiente che tutti abitiamo. Così nasceva Bee My Job, progetto di inclusione lavorativa per persone rifugiate e richiedenti asilo, ideato dall’Associazione Cambalache.
Dall’idea al modello
Bee My Job è nato da un’esigenza concreta: ogni giorno, nel nostro centro di accoglienza, arrivavano richieste di aiuto per trovare un lavoro. Allo stesso tempo, molte aziende apistiche cercavano manodopera qualificata e motivata. Da questo incontro tra bisogni e opportunità è scaturita l’idea di creare un percorso di formazione in apicoltura, capace di offrire competenze professionali e nuove possibilità di futuro.
Nel 2015, i richiedenti asilo incontravano ancora molte barriere nell’accesso ai corsi di formazione professionale. Per questo, abbiamo costruito un nostro percorso specifico, che univa lezioni teoriche e pratiche, visite ad aziende e fiere del settore, formazione linguistica in italiano tecnico, sicurezza sul lavoro e orientamento ai servizi del territorio.
Lavoro, accoglienza e comunità
Consapevoli che il lavoro, da solo, non basta a garantire un reale inserimento, Bee My Job ha fin dall’inizio abbinato ai tirocini soluzioni di housing e percorsi di accoglienza diffusa, valorizzando l’ospitalità delle comunità rurali.
Nel frattempo, il Comune di Alessandria e Caritas avevano avviato un progetto di riqualificazione del parco del Forte Acqui. Ci siamo unite a loro, allestendo un apiario urbano che da allora ospita la formazione di Bee My Job, incontri di apididattica per le scuole e, negli anni, anche esperienze di agricoltura sociale rivolte alle persone più fragili della comunità.
Fin dal suo disegno iniziale, Bee My Job ha costruito una rete ampia e variegata, coinvolgendo istituzioni, enti del terzo settore, aziende e associazioni di categoria, con l’obiettivo di dimostrare che un modello alternativo di accoglienza è possibile. Un modello che va oltre i servizi di base e mette le persone migranti al centro di percorsi di welfare generativo, capaci di contribuire alla crescita sociale, culturale ed economica delle comunità locali.
Dieci anni di risultati e di futuro
In dieci anni, Bee My Job è cresciuto fino a diventare un modello replicabile in altri territori e in altri settori oltre l’apicoltura. È stato riconosciuto come buona pratica di inclusione e contrasto allo sfruttamento lavorativo da importanti organismi internazionali.
Ha formato operatrici e operatori dell’accoglienza, creato opportunità di lavoro etiche, ispirato nuovi progetti e sensibilizzato aziende, studenti, cittadini e istituzioni sulle urgenze del nostro tempo.
Oggi, a dieci anni dall’inizio di questa storia, ve la vogliamo raccontare, per ricordare da dove siamo partiti, ma soprattutto per continuare a immaginare insieme un domani più giusto, sostenibile e condiviso.







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